BUON NATALE 2010

BUON NATALE,  a volte le cose accadono.

A volte le cose accadono, imparare a subirle interpretandone gli aspetti positivi è Arte, frutto di un’intelligenza superiore, spesso capitano senza volerlo, cerchi di raddrizzare, di dare un giusto senso, ma svincolano hanno un corso proprio, cerchi quasi di evitarle, tuttavia ti travolgono, non siamo arbitri o giudici degli eventi della nostra vita, siamo solo testimoni senza appello.

In un momento molto triste della mia vita, mi raccontava un uomo avanti con gli anni, nascendo ciascuno di noi si è scelto delle cartelle, guai a quella nera, ho pensato in quel momento al gioco del Monopoli, probabilità e imprevisti, a Voi i dadi fate il vostro gioco…..

Il momento storico, quasi ci impone di essere parte attiva per sovvertire il destino di un paese immobilizzato, ingessato dalla politica corrotta, malata degli ultimi decenni,………………………… Santo Natale apri la mente e il cuore di tutti, quant’è difficile far passare l’idea di cambiamento a prescindere dal nome, tanto è difficile togliersi la maschera dell’ipocrisia, gridare al vento la propria vera libertà, il nostro stato di donne e uomini liberi, riprendiamoci il governo del nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli, perché non si creda a un paese fiabesco, ma semplicemente si lotti per cercare di renderlo il migliore possibile.

L’evento discarica ha accomunato un gruppo di giovani, amici della vita, che con forza ha incominciato a battere i pugni sul tavolo dei potenti, ha gridato il futuro è nostro e guai a chi lo tocca, decidiamo noi, siamo in grado anche di sbagliare da soli senza che nessuno ci dica come fare.

La differenza di ciascun paese e nel suo popolo, ne siamo consapevoli, ma con la stessa consapevolezza non ci sentiamo inferiori a nessuno e nelle ultime settimane ho conosciuto aggregarsi al nostro gruppo, brillanti giovani menti, portatori sani di un fuoco, di una passione che riscalda l’animo solo a saperli ascoltare.

Un abbraccio a Leo, Maurizio, Piernicola, Seba, Massimo, Antonio, Alfredo, Damiano, Antonio, Mimmo, Nicola, Giulio, Maurizio, Nino, Giovanni, Nicla, Imma, Milena e tanti, tanti altri, altri….., oltre allo zoccolo duro degli irriducibili.

Ritrovo difficile comprendere il concetto di per sé abbastanza semplice di Bene Comune, espresso da molti e molto spesso svenduto a sproposito quale parola magica per accomunare nelle chiacchiere belli e brutti, buoni e cattivi, ma la stessa perde efficacia quando passando ai fatti non riesce a trafiggere il cuore e le menti di ciascuno di noi tutti, davanti alla scorza, alla corazza del nostro EGO, poiché oggi evvero si vive nell’epoca dell’apparire più che dell’essere, pieni di sé e dell’IO a tutti i costi, perdendo di vista il vero obiettivo NOI e il nostro futuro.

A NOI la scelta mai come questa volta di cambiare, se davvero si vuole cambiare fino a che punto si è a disposizione di tutti, fino a che punto si è capaci di sfidare i miasmi della politica, pronti a sfidare anche se stessi. Auspico a tutti alcun escluso, acchè si abbia quella duttilità, si faccia quel salto di qualità, si ricorra a quell’intelligenza dei Grandi, anche più grandi di se stessi, mettendosi in discussione, a disposizione degli altri per gli altri………. al fine di permettere di far passare l’IDEA, il CAMBIAMENTO, il SOGNO.

Eravamo quattro amici della vita al bar, oggi siamo una folla davanti al bar, domani chissà, a volte le cose inconsapevolmente accadono.

Quanto allo scrivente, io speriamo che me la cavo. CIAO AMORE.

Michele Antonio Porcelli.

25 Risposte a “BUON NATALE 2010”

  1. Lettrice Dice:

    Un articolo davvero rilevante.
    Auguri Prometeo.

  2. Antonio Aghilar Dice:

    IL SENSO DELL’ESTETICA DELLA SOSTANZA…

    Bel Messaggio: è uno dei più bei Messaggi Augurali che si possano leggere in questo tempo…
    Nel tempo dell’ipocrisia natalizia degli auguri a tutti/e e a tutti i costi, nel tempo dei doppiogiochismi, delle parole vacue e ricercate che servono a dare l’impressione di una buona cultura ma che non bastano a coprire il vuoto delle azioni compiute (e di quelle non compiute) in Nome di una politica sempre più insignificante e socialmente dannosa, nel tempo in cui ciascuno di Noi osserva, quasi stordito, le azioni compiute dai personaggi, invero assai banali e mediocri, che infestano la politica locale, in questo tempo di menzogne, di bassezze, di rozzezza, di volgarità e false virtù, nel tempo in cui “l’élite del fango” sembra aver definitivamente preso il sopravvento, ecco un Messaggio Augurale semplice, sincero, magari stilisticamente imperfetto per i pignoli ma denso di Passione, Sensi e Significati per chi ama la sostanza al di là della forma…

    Auguri, Antonio: che la Forza sia con Te e con tutti/e Noi. Ne avremo bisogno per compiere la Nostra Grande Opera, la più ambiziosa e difficile delle opere che un gruppo di ragazzi e ragazze si sia mai prefisso di compiere in questo Paese: fondare una Nuova Classe Dirigente per Orta Nova, libera dal dominio dei partiti e dai loro insulsi giochi di potere…

    “Il destino mescola le carte e noi giochiamo”.
    (Arthur Schopenhauer)

  3. Francy Dice:

    Leggendo quest’articolo mi è subito venuta in mente una canzone di sottofondo e cioè questa

    A volte le cose accadono…non è solo un messagio di speranza, ma è un’esortazione a non demordere, a non disperare e a lottare insieme per “un mondo meraviglioso” come cita la canzone.
    Contestualizzando il tutto alla nostra realtà locale vuol dire unire le proprie energie ed i propri sogni per affrontare la tempesta e far uscire l’arcobaleno. Solo chi è cieco o ottuso può non condividere questi sentimenti.
    Complimenti Antonio è da queste piccole cose che si denota lo spessore di ognuno di noi. Non è da tutti sai? Ritieniti superfortunato solo per questo!
    Non sono certo i biglietti di auguri (freddi e formali nonchè falsi) di chicchessia arrivati a casa che arricchiscono il nostro animo, anzi direi che ci lasciano l’amaro in bocca! E tantomeno esiste commento adeguato per il messaggio del nostro Ill.mo Sindaco. per non parlare degli eterni assenti che sono ancora alla festa democratica di settembre c.a. oppure sono rinchiusi a scrivere papiri di programmi strategici alternativi e carte valori di ogni tipo perchè purtroppo non hanno ancora capito che l’alternativa, il cambiamento, il nuovo e bello non sta in quelle carte ma è scritto sulle facce e negli occhi di chi hanno di fronte. Capito segretario di SEL? Cianciare è inutile se il volto è segnato!
    Ma tornando alla serietà si è già avverato un sogno e cioè quello di mettere da parte ogni remora e pregiudizio darsi la mano e aver voglia di lottare senza primeggiare. Poi se trionferà il clientelismo, l’incoerenza, l’ipocrisia, il falso moralismo e l’irrazionalità poco male abbiamo vissuto fin ad ora nello schifo continueremo a farlo l’importante è venirne fuori a testa alta e continuare ad oltranza fino ad attendere l’alba di un nuovo giorno…che verrà se solo l’intelligenza e la sensibilità di ognuno regnerà sovrana.

    I colori dell’arcobaleno così belli nel cielo
    sono anche sui visi delle persone che passano
    vedo degli amici che salutano
    dicono “come stai?”
    in realtà stanno dicendo “ti voglio bene”
    ascolto i pianti dei bambini
    e li vedo crescere
    impareranno molto di più
    di quello che sapremo
    e penso tra me e me
    “che mondo meraviglioso!”

  4. Giuseppe Attini Dice:

    Dottore, siamo con te. Un forte abbraccio a te e a Gaia.
    Un bacio a chi non c’è, ma ci sarà sempre!!!!!!!

  5. donato iorio Dice:

    tanti auguri a tutti gli amici della prometeo e simpatizzanti, auguro anche un felice anno nuovo e la speranza di un paese migliore per tutti i cittadini di orta nova.

  6. Dario Di Tonno Dice:

    Questo 2010 è stato poco clemente nei nostri confronti.
    Alfonso, mi diceva che una caduta è un momento importante per il proseguo della vita, il rialzarsi è un imperativo, un dovere che ci compete.
    Il mio Augurio è che il 2011 ti porti serenità e tutto quello che una persona come te possa meritare.
    In segno di stima e di affetto ti rivolgo una delle innumerevoli dediche che Vittoria ha riservato per il suo Alfonso:

    “Contenuti e non forma”
    Solo così l’uomo lascia di sé
    La sua piccola o grande orma.

  7. Luigi Lopriore Dice:

    Per Antonio:

    Grazie a te ho scoperto i veri valori dell’amicizia, della lealtà, e, dell’umiltà che ti contraddistinguono.
    Mi sei stato accanto quando nessun altro l’ha fatto. Non dimenticherò mai le tue parole, sicuro di aver acquisito un quinto fratello.

    Se ti auguro un sereno nuovo anno è perché è quel che meriti.

  8. chiara Dice:

    Al Presidente e ai suoi collaboratori,
    ricambio anche se in ritardo gli auguri di un santo natale e di un felice e prospero anno nuovo. Sono una semplice cittadina ortese, madre di due bambini, che dopo aver visitato il vostro blog si chiede come farete a sovvertire la politica del nostro paese.
    Ormai siamo prossimi a quella che potrebbe rivelarsi la svolta per il nostro paese e per i nostri figli !!!
    Mai come ora però mi sento disorientata nell’accorgermi che in tanti vorrebbero, a tutti i costi, essere i protagonisti di questo “presunto cambiamento”.
    In un piccolo paese quale è il nostro, dove tutti ci conosciamo, è molto facile mettere in giro notizie forse anche alterate ma pur sempre con un fondo di verità Signor Presidente!!!
    Mi rivolgo a lei e le chiedo di spiegarmi in parole molto semplici il motivo del “vostro essere”: la Prometeo nasce come un’associazione ONLUS e quindi NON A SCOPO DI LUCRO E SENZA FINI POLITICI (apartitica come lei la definisce).
    A distanza di tre anni circa la situazione qual è?
    All’epoca dello scandalo discarica il paese era interamente unito contro “i potenti” che a tutti i costi si battevano per averla e a favore di chi come voi diceva di salvaguardare il futuro nostro e dei nostri figli.
    NON SI VOLEVA FAR POLITICA, MA QUESTA ORA COME LA CHIAMIAMO?
    Vorrei capire quale “IO” è veramente disposto a sfidare i “miasmi della politica” (come lei dice), quando poi si fanno accordi sottobanco!!!
    Ho la sensazione di essere tornata indietro nella storia, agli anni di Mazzini e dei carbonari:sotterfugi e riunioni fino a tarda notte per decidere le sorti del nostro paese.
    Eravate davvero quattro amici della vita al bar, ma ora CHI SIETE? QUALI SOLO REALMENTE OGGI LE VOSTRE INTENZIONI?
    I buoni propositi ci sono, ed è chiaro(questa io la chiamerei campagna elettorale), però non vorrei che, come la politica ci insegna, questi rimangano tali.
    Lei come pensa di cambiare il nostro paese signor presidente? Come pensa di garantire un futuro dignitoso ai nostri figli? Lei come crede di poter sapere quello che realmente avviene dentro il Comune, quello che i politici fanno e che potrebbero fare e non fanno?
    C’ è qualcosa che non torna presidente!!
    Tra un po’ ci saranno le elezioni e si sta delineando pian piano una possibile lista degli aspiranti al trono con i rispettivi buon propositi a seguito.
    Le carte tra non molto si scopriranno e poi vedremo chi realmente non vuole fare POLITICA… e in quanto a noi “popolo”, speriamo di salvarci in qualche modo.
    Attendo risposta. Grazie per l’attenzione… cordiali saluti
    Una mamma

  9. maiellaro Dice:

    sul blog di gasbarro un bel giochino:
    http://fragas15.wordpress.com/2011/01/18/sondaggio-per-voi-vota-il-tuo-assessore/

  10. maiellaro Dice:

    un pò di documenti inerenti le inchieste giornalitiche di Gianni Lannes sulle bombe chimiche nel mare Adriatico. la TV Russa (canale internazionale), il 17 gennaio 2011 ha mandato in onda un servizio – intitolato “Dangerouse Paradise: Journalist claims Adriatic polluted by Nato Waste” – incentrato su un’intervista al giornalista, ovvero al suo lavoro di indagine (vedi anche prossimo libro: BOMBE AMARE).

    - interrogazione parlamentare bombe mare Adriatico (su inchiesta Gianni Lannes):

    http://www.camera.it/417?idSeduta=402&resoconto=bt58&param=bt58

    link tv russa (canale internazionale):

    http://rt.com/news/features/italy-nato-toxic-waste/

    …le chiacchiere dei suoi detrattori se le porta il vento!!

  11. fabiozetazeta Dice:

    cari amici a proposito di salute: date un’occhiata a questo:

    http://costruendo.lindro.it/2011/01/21/in-puglia-all%E2%80%99asilo-sotto-l%E2%80%99incubo-delle-onde/

  12. ortese contento Dice:

    cara signora sono un simpatizzante della prometeo e le dico che questo gruppo ha buoni propositi per orta nova, è vero c’è poca visibilità, ma credo che sia per mettere su una squadra di degni cittadini che ragionino tutti con il cuore, i programmi belli si possono scaricare su internet e fare bella figura, ma da quello che so il gruppo stà studiando tutti i problemi uno ad uno, considerate che il debito del comune è grandissimo ma con un politica seria di filiera corta, di raccolta differenziata, di tutela del paese con webcam, di scambi commerciali e culturali con paesi anche del nord. Il gruppo ascolterà e tendrà la mano a chiunque; la prima regola fondamentale del gruppo è stata e sarà la trasparenza, qualsiasi decisione si prenda non sarà di poche persone ma di tutto il gruppo, perchè l’unione fà la forza, e questo gruppo vuole crescere, vuole che anche lei ne faccia parte, vuole sentire la voce e il consiglio di ogniuno di noi, la prometeo pretende che orta nova rialzi la testa e cammini con dignità.

  13. ortese contento Dice:

    caro fabio spero che con gli amici di prometeo libera idea e la collaborazione di gianni lannes (che è stato il primo a evidenziare questo problema) tutti insieme mettendo da parte qualche dissapore personale possiamo mettere in chiaro qual’è la vera situzione di questi ripetitori, chiamare anche l’assesore russo per un aiuto maggiore nella richiesta di documenti specifici; cari amici la salute non ha colore politico o antipatie personali….. tutti insieme se teniamo realmente al nostro paese dobbiamo essere uniti per bonificare tutte quelle situzioni pericolose per la nostra salute, un abbraccio a tutti.

  14. chiara Dice:

    buon giorno. rispondo ad ortese contese il quale si definisce “simpatizzante della prometeo”. alle mie domande ancora nessuno è in grado di dare una risposta!!! beh c’era da aspettarselo…!!!
    la prometeo perchè nasce? mi rivolgo al presidente e ai suoi discepoli che si ostinano ancora a dire in giro che “non si vuol fare politica” e a quanti altri oggi sono in gara per occupare quel posto. La prometeo nasceva per altri motivi, quando appoggiava Gianni Lannes contro il nostro sindaco e quanti volevano la discarica. Ora andiamo alle elezioni, ci candidiamo sindaci e poi si continua a dire che “non si vuol fare politica”. Quella poltrona fa gola a molti mio caro concittadino!!! Siamo sinceri una volta ogni tanto: ho ancora molte titubanze perchè noto a malincuore, che nessuno di voi è in grado di darmi delle risposte. Vedo poca coerenza fra ciò che si è detto circa tre quattro anni fa e ciò che si ha intenzione di fare oggi. Grazie per l’attenzione.

  15. chiara Dice:

    mi rivolgo ancora al presidente nella speranza che questa volta mi rispondi.

  16. amico di quasi tutti Dice:

    ortese contento, leggi il post dell’osservatoreortese a proposito della bufala dei documenti arpa.
    nel novembre del 2008 segnalò alcune anomale ed ora quella segnalazione sta girando su fb ed è anche prova da mostrare ai giudici inquirenti che indagheranno sul caso antenne ortesi (caso che arriva anche in parlamento grazie a lannes)
    http://lucacaporale.wordpress.com/2008/11/29/rilevazioni-arpa-antenne-telefoniche/

  17. AdminPrometeo Dice:

    x Chiara,
    le cose a volte accadono:
    - una prima risposta alle tue domande la daremo con la prossima apertura della sede del comitato elettorale;
    - Chiara hai i numeri di qualcuno della Prometeo, perchè sbraitare chiacchiere via etere, chiama e sarai rasserenata;
    - riguardo alla poltrona di sindaco, abbiamo anche dei filmati in cui molti asserivano che non avrebbero mai fatto politica, tantomeno avevano aspirazioni di diventare sindaco di Orta Nova.
    Ciao, chiaro a presto.

    P.s.
    x essere così patriottica sei troppo faziosa e accorata, le cose importanti hanno bisogno di Calma e Gesso!

  18. ortese contento Dice:

    chiara su alcune cose hai ragione su altre no, io e altri della prometeo abbiamo la tessera della prometeo, siamo simpatizzanti e abbiamo fatto qualcosa per “sviluppare il paese” ti assicuro di quello che so e che vedo che in pochi si sono dedicati alla politica, anche perchè io non la so fare, è difficile parlare con tante persone e ricordarsi tutto, a me piace quando si lavora ssieme e si raggiunge un obbiettivo, se un domani questi presupposti che oggi ci sono verranno a cadere allora le strade si divideranno, ma oggi oltre al discorso politico ci sono ancora varie iniziative belle e apolitiche, leggi quello che si è e si farà per orta nova, non è uno slogan politico, ma se segui il progetto LILT che è e deve essere apolitico capirai che il gruppo guarda in più orizzonti, questo è il bello di un gruppo come la prometo, che da la libertà di azione e di pensare a tutti, se fosse un partito allora decideva solo uno, qui invece si decide tutti insieme, te lo dice uno che non ama i padroni…

  19. chiara de stefano Dice:

    Prima di rispondere a Ortese Contento, potreste spiegarmi dove e’ finita la mia
    replica di lunedi 31/01/2011?
    mi rivolgo a AdminPrometeo, o a chi segue e gestisce questo blog.
    Saluti
    Attendo risposta, grazie

  20. milvret briganti Dice:

    RISPONDO ALLA SIGNORA CHIARA

    Non capisco la sua preoccupazione nei confronti di ragazzi e padri che scendono in campo, si espongono personalmente per un ideale comune, il quale potrebbe essere anche il suo e per il bene dei suoi figli.

    come mazzini voleva liberare l’italia dagli invasori conquistando il regime di democrazia bisognerà liberare il paese dalla cupola che si è formata con la cricca di appaltatori ingegneri e soliti noti…

    Ogni volta che nel nostro paese assistiamo a forme di democrazia, che per fotuna ne abbiamo fin troppa: partecipata, reale, diretta, genuina, viviamo un passaggio importante, una nuova tappa di avvicinamento a quel cambiamento che cerchiamo con forza, con decisione.

    Abbiamo la necessità di ricostruire trame di buona politica e abbiamo il dovere di farlo con le persone, all’aria aperta e non chiusi in stanze in cui non risuonano le domande di partecipazione e di cambiamento. Il momento politico che stiamo vivendo, la crisi economica e sociale che continua a tirare non può rimanere un hobby o un chiacchiericcio da bar…

    FORZA RAGAZZI LA BATTAGLIA SARà LUNGA, SOPRATTUTTO CONTRO IL QUALUNQUISMO LA DIFFIDENZA L’INVIDIA ED IL PREGIUDIZIO.

    brigante

    • chiara Dice:

      non sono affatto preoccupata per chi SCEGLIE di scendere in campo per il bene del nostro paese, la mia riflessione è un altra: siamo davvero sicuri che ci sia realmente un chiaro e pulito “ideale comune”?!?
      tante belle parole per far campagna elettorale: io penso però che la popolazione oggi abbia capito cosa sta succedendo.
      “BUONA POLITICA”: piano piano cominciamo a parlare usando i termini giusti. Finalmente qualcuno parla di POLITICA!!!
      lei ha ragione, è tutto pilotato, tutto organizzato fra appaltatori, ingegnieri e soliti noti come lei dice. lei mi permetterà di fare un osservazione, che tra un pò risalterà agli occhi e alle orecchie di tutti: con questo scenario di candidature di sindaci e consiglieri, secondo lei qual’è ” l’ideale comune”? Liberare il paese dalla “cupola ” sopra citata o mandare a casa “re moscarella IV”? Lei è stata l’unica persona che ha avuto il coraggio di dire che state facendo politica, rispetto ad altre che si ostinano a convincere la popolazione del contrario, che vogliono governare un paese senza che “la si faccia”! Sempre la stessa gente che professa le buone maniere, che afferma di mettersi in gioco per il paese e che non guarda ai propri interessi personali: chi di tutta questa gente non ha “scheletri nell’armadio” da voler sistemare? “CHE LA FORZA SIA CON VOI” e “CHI VIVRA VEDRA”!!! saluti chiara.

  21. milvret Dice:

    Via la cupula, il Re, il duca e i baroni collusi e ammanicati; magari un nuovo sindaco, dalla faccia pulita, … Le fa paura???

    Conosce le lotte senza violenza per cacciare gli inglesi dall’india di GANDHI o il sogno di Martin LuterKINg e le imprese e il carcere di Mandela????

    A me non importa se si chiamano BUONA POLITICA; POLITICA; LOTTE O ALTRO… sono state straordinariamente eroiche e hanno cambiato il mondo solo con un ideale e tanta forza d’animo

    Sarebbe un grande passo……per noi un piccolo cambiamento anche della sua sfiducia; nonostante quei bilanci che ci ritroveremo, i derivati a scadenza, solo Gesu potrebbe sanarli con un miracolo come la moltiplicazione dei pani e dei pesci……

    Però se non si lotta e si tenta per cambiare, non si cambierà mai e ci resterà quello che siamo abituati a fare benissimo L A M E N T A R S I…. o andare a cercare la città del sole o quella che non c’è…

    pensi in positivo e collabori nel suo piccolo a credere in un mondo migliore e a sostenere chi ha il coraggio di fare un programma e non la vede spacciata la sua fine.

    saluti milvret

  22. milvret Dice:

    LASCIO LA STORIA DI UNA RIVOLTA CONTADINA DI ANALFABETI CHE SONO STATI INCARCERATI PER DIFENDERE LA NOSTRA TERRA….

    VERI EROI ANCHE SE LA STORIA RICORDA GARIBALDI CAVOUR E QUER ROZZO VITTORIO EMANUELE…..

    Alle 8.20 di domenica 18 giugno 1905, nel carcere di Portoferraio, sull’isola d’Elba, muore a 75 anni Carmine Crocco, il brigante lucano che durante gli anni dell’unità d’Italia, alla testa di un esercito che arrivò a contare tremila uomini, aveva messo a ferro e fuoco ampie zone del Mezzogiorno combattendo prima per Garibaldi, poi per i Borbone e alla fine soltanto per se stesso. Muore solo, per atonia senile si legge sullo sbrigativo referto medico. Gli unici che non hanno mai smesso di fargli visita, in quella prigione dove è rinchiuso da quasi quarant’anni, sono stati i lombrosiani, che gli trovano un cranio un po’ piccolo rispetto alla statura. Lo psichiatra Pasquale Penta dell’università di Napoli, scriverà di lui nel 1901 sulla Rivista mensile di psichiatria forense come di “un uomo alto, robusto, svelto, ancora dritto e resistente dopo una vita agitata, piena di stenti e sofferenze”. E Crocco, tra le lacrime, gli confesserà che vorrebbe tornare a morire là dove è nato. Piange l’uomo condannato per 67 omicidi, 20 estorsioni, 15 incendi di case; colui che se ne andava in giro con il cappello piumato e armato fino ai denti, accolto come un liberatore in tutto il melfese; il solo che poteva permettersi di entrare in chiesa a cavallo; lui, che era stato tra i primi ad adottare la tecnica della guerriglia, guadagnandosi sul campo i galloni di generale dei briganti.

    La storia di Carmine Crocco comincia a Rionero in Vulture – oggi in provincia di Potenza, ma allora si diceva nel circondario di Melfi – il 5 giugno 1830, quarto di cinque figli di Francesco Crocco Donatelli e Maria Gera di Santo Mauro, contadini. Nell’autobiografia che Crocco scriverà in carcere nel 1889 e che, trascritta dal capitano medico Eugenio Massa, verrà pubblicata per la prima volta dalla tipografia Greco di Melfi nel 1903, si leggono parole che raccontano la miseria quotidiana: casupole annerite dal fumo da dividere con le bestie; il grano custodito come un tesoro da usare per fare il pane bianco solo quando arrivano le malattie; e intorno zoppi, monchi, reduci di antiche guerre, tra cui lo zio Martino, senza una gamba persa per una palla di cannone nell’assedio di Zaragoza in Spagna, che gli insegnerà a leggere e scrivere.

    Quando, nel 1860, scoppiano i moti insurrezionali, Crocco ha già avuto i suoi guai con la giustizia: una condanna per furto nel 1855 a diciannove anni di ferri; un’evasione dal carcere di Brindisi; l’uccisione a coltellate di un signorotto del paese che aveva osato importunare la sorella Rosina. E’ latitante e si unisce ai rivoltosi con la speranza di vedersi cancellare i vecchi reati. Ma non sarà così. Tornando a casa con la casacca del vincitore, scoprirà che ancora una volta tutto è cambiato per restare uguale. Persino il sindaco è lo stesso, ma prima stava con i Borbone e adesso con i liberali. Per Crocco non c’è speranza, così torna alla macchia e si unisce alla controreazione borbonica. I boschi di Monticchio diventano il suo impero, la Ginestra il suo recondito rifugio. Per qualche mese il suo destino si incrocia con quello di Josè Borges, il legittimista spagnolo arrivato al sud per organizzare la reazione. Ma il generale dei briganti non accetta di essere subalterno a nessuno e un giorno, all’improvviso, abbandona lo spagnolo al suo destino: catturato, verrà fucilato a Tagliacozzo.

    La repressione piemontese contro il brigantaggio fu feroce: “Bastava il sospetto per radere al suolo interi villaggi senza risparmiare le donne e i bambini” dice Mario Proto, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Lecce. L’argomento è minato. Si rischia di parlar male del Risorgimento facendo contente le varie leghe del nord e del sud, i detrattori di Garibaldi, i tanti e diffusi movimenti neoborbonici nostalgici di Francesco II e del Regno delle Due Sicilie. Ma se si guardano i numeri, ciò che è successo tra il 1861 e il 1964, ha tutta l’aria di una guerra civile. Ai bersaglieri veniva tagliato il pizzetto alla piemontese come fosse uno scalpo mentre i briganti venivano evirati, oppure decapitati, per mostrarne la testa nella pubblica piazza. “In tre anni abbiamo fucilato 7.151 briganti, altro non so e non posso dire”, riferisce nel 1864 il generale La Marmora di fronte alla commissione parlamentare d’inchiesta sul brigantaggio voluta dalle sinistre e presieduta dal deputato Massari. “Più che di un esercito unificatore, si è trattato di un esercito occupatore” commenta Valentino Romano, storico del brigantaggio e della storia contadina, “e a farne le spese sono state soprattutto le classi umili, non certo i galantuomini, cioè i veri fomentatori della rivolta, che se ne uscirono tutti per il rotto della cuffia riuscendo a dimostrare un’innocenza che non avevano”.

    La vita brigantesca di Carmine Crocco si conclude nell’estate del 1864. Il vecchio sistema di potere si è ormai saldato con il nuovo e le masse contadine devono tornare ad essere solo forza lavoro. Nel 1863 inoltre, è entrata in vigore la legge Pica, la prima legislazione sui pentiti che concedeva forti sconti di pena a chi si sarebbe consegnato. Ci prova anche Crocco, che entra a Rionero con una bandiera tricolore in mano, ma poi rinuncia, non si fida. Però nei suoi boschi è sempre più isolato. Lo tradisce, come spesso accade, uno dei suoi uomini più vicini, Giuseppe Caruso, di Atella, che lo vende per un posto da impiegato regio e guida i bersaglieri nei suoi rifugi più segreti. La sera del 28 luglio del 1864 il generale dei briganti, ormai ferito molte volte, tenta la fuga verso Roma. Partirono in dodici, viaggiando di notte per tratturi nascosti, arrivarono in quattro. Ma una volta giunto nello Stato Pontificio, invece della libertà, come credeva, perché in fondo anche nel nome di Pio IX aveva combattuto, Crocco venne incarcerato e consegnato allo Stato italiano dopo sette anni di cella d’isolamento: “Al momento dell’arresto” si legge nella sua autobiografia “avevo con me 19.800 lire e questa somma non fu restituita a me e non fu data al governo, come di diritto, ma finì nelle tasche di qualche monsignore ladrone”.

    Il processo venne celebrato a Potenza nel 1872 di fronte a un pubblico numerosissimo che anche allora, come adesso, vuole vedere da vicino il terribile assassino, il generale della reazione e delle orde borboniche. Crocco viene condannato a morte, la pena di morte verrà commutata, per regio decreto, nei lavori forzati a vita. Un ergastolo scontato nello stesso carcere, oggi diventato Museo della Giuntella, dove espiarono le loro colpe Napoleone e Passannante, l’anarchico di Salvia di Lucania che nel 1878 tentò di uccidere Umberto I di Savoia.

    Chi era, dunque, Carmine Crocco? Un eroe? Un bandito?

    “Avrebbe potuto diventare un eroe positivo della storia, ma Crocco era un pastore che sapeva a malapena leggere e scrivere, un’idea precisa di quello che stava facendo non ce l’aveva” racconta Raffaele Nigro, giornalista e scrittore, originario di Melfi, un’adolescenza passata a cercare i leggendari tesori dei briganti nascosti nei tronchi cavi degli alberi, “che naturalmente non ho mai trovato”, precisa. “Ormai gli storici sono in gran parte concordi nel definire il brigantaggio la rivolta anarcoide del mondo contadino. E’ l’atavica questione della terra, quella terra promessa da Garibaldi che i contadini si videro sfilare da sotto i piedi” sostiene Valentino Romano. “Forse l’analisi più precisa sul brigantaggio” afferma Costantino Conte, del Centro Annali per una Storia sociale della Basilicata, “l’ha fatta Vito Di Gianni, un contadino analfabeta di San Fele, che arrestato, disse: “Fummo calpestati, noi ci vendicammo, ecco tutto”.

    Oggi, a Rionero, una targa ricorda il luogo dove sorgeva la casa natale di Crocco che, ironia della sorte, è stata sostituita da un’armeria. Esiste un vero e proprio turismo del brigantaggio con percorsi tra i boschi del Vulture che conducono alle grotte e non è raro vedere la faccia di Crocco sulle insegne di qualche trattoria o sull’etichetta di birre o vini; o ancora su magliette, accendini, foulard, brocche in terracotta. Tutto un po’ kitsch forse, ma sta a dimostrare che da queste parti il generale dei briganti è diventato icona, più di Garibaldi.

  23. chiara Dice:

    Caro o cara Milvret,
    mi sta dando lezioni di storia e filosofia, o meglio LEZIONI DI VITA però non ha risposto alle mie domande. Vogliamo parlare di uomini, di eroi come Gandhi o come Martin Luter King?!!!!
    La loro più grande qualità era l’ UMILTA’ !
    Gandhi lotta per i diritti dei suoi compatrioti con la non-violenza, con le ribellioni pacifiche; Gandhi viene più volte incarcerato e risponde con lunghi scioperi della fame; Gandhi muore per il suo popolo.
    Come vorreste rendere attuale Gandhi?
    Secondo lei, chi fra tutti i candidati potrebbe anche lontanamente essere paragonabile alla “GRANDE ANIMA”? In quale realtà vive? E’ di Orta Nova o viene dallo spazio? Lei sa meglio di me che queste cose oggi le possiamo vedere solo nei film!
    Potreste essere così gentili da illustrarci il vostro programma?
    Io non sono sfiduciata, come lei dice, vorrei solo capirci di più: per non cadere, come si dice, dalla padella alla brace!!!E’ vero che servirebbe un miracolo per risanare i bilanci ed è proprio per ciò che un IDEALE non basta e neanche la FORZA D’ANIMO!!!!
    Il paese ha bisogno di fatti concreti, non di ideali e chiacchiere, ne tantomeno di finto buonismo! Guardare in faccia la realtà non significa non pensare in positivo, significa solo individuare il problema o l’ errore e fare in modo di non sbagliare poi successivamente!
    Un ‘ altra cosa se mi permette: che ne pensa di tutta questa mobilitazione al femminile? Finirete per portare anche i bambini in piazza?
    Cerchiamo di collaborare seriamente tutti. saluti chiara

  24. MILVRET Dice:

    HA RAGIONE IL PRESIDENTE LE COSE IMPORTANTI HANNO BISOGNO DI CALMA E GESSO

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